testo: Bruno Borello
musiche e arrangiamenti : Roccaforte
anno: scritta nel novembre 2014

Il testo e la musica di questo brano sono protetti e depositati

Io confesso

Apro gli occhi, lenta la luce regala colori
Una nuova alba è già nata da un po’
Tutto sembra surreale
Tranne il fuoco in me
Mi siedo davanti un grande muro di vetro
Che ci divide ancora una volta, sarà l’ultima
Adesso non piangere
Fra poco il sereno tornerà
Fuori di qui, ormai tutti sanno qual è la verità
Una folle corsa, contro il sistema e la politica
Una sentenza a senso unico
rassegnato al mio destino

Padre, io confesso
Il mio segreto adesso
Dalle tenebre mi son dimesso
Per un delitto commesso
e fermate il processo
Padre, io confesso
Vengo a Lei, mi son concesso
Dirò quello che ho in possesso
Di un delitto commesso
e fermate il processo

Preparo pochi oggetti, non ho fame, vado via
Ora è il mio viaggio, direzione la libertà
spezzo le catene che han fermato
il mio cammino
Ritorno a chiudere gli occhi
Questa volta per sempre

Padre, io confesso
Il mio segreto adesso
Dalle tenebre mi son dimesso
Per un delitto commesso
e fermate il processo
Padre, io confesso
Vengo a Lei, mi son concesso
Dirò quello che ho in possesso
Di un delitto commesso
e fermate il processo

Vi chiedo un ultimo sogno
Venite ad ogni compleanno
Ballate, cantate e festeggiate
La mia innocenza

Trama
Quando in una fredda mattina d’inverno uno sconosciuto si presenta nella sua parrocchia e chiede insistentemente di vederlo, il reverendo Keith Schroeder non può immaginare che quell’incontro cambierà la sua vita per sempre. L’uomo si chiama Travis Boyette, ha subito varie condanne per reati sessuali, è in libertà vigilata e sostiene di custodire da molti anni un terribile segreto che è deciso a confessare. Perché proprio adesso? Dice di avere un tumore incurabile al cervello e di volersi liberare dal peso che grava sulla sua coscienza. Con la sua testimonianza potrebbe scagionare Donté Drumm, un giovane di colore condannato a morte in una piccola città del Texas per l’omicidio di una ragazza bianca il cui corpo non è mai stato ritrovato. Donté si è sempre proclamato innocente, la sua famiglia e Robbie Flak, il suo avvocato, noto per l’impegno sociale e il carattere bellicoso, si sono battuti per nove anni con ogni mezzo per dimostrarlo; il caso ha suscitato un enorme scalpore, ma finora tutto è stato inutile. Boyette afferma di sapere chi è il vero assassino, ma non ha intenzione di rivelarlo a nessuno se non al reverendo Schroeder. Mancano quattro giorni all’esecuzione. Basteranno per salvare Donté, o almeno per una sospensione della condanna? Come può un pregiudicato convincere avvocati, giudici e politici che stanno giustiziando l’uomo sbagliato? In una spasmodica corsa contro il tempo, il reverendo e l’avvocato faranno di tutto per ottenere un rinvio. Ma, come spesso accade, la verità, se clamorosa, sembra avere vita più difficile della menzogna.
Ispirazione
Questo brano è stato ispirato dopo la lettura di “Io confesso” di John Grisham. Nonostante il vero colpevole di un omicidio abbia confessato il delitto la giustizia americana continua imperterrita per la sua strada e, pur di non ammettere i molti errori sui quali si sono costruiti i capi d’accusa, un innocente è condannato a morte. A pochi minuti dall’iniezione letale il condannato può esprimere gli ultimi pensieri, coricato e legato sul lettino le tendine delle stanze che ospitano i parenti si aprono. “Vi chiedo soltanto un desiderio. Non venite a piangere sulla mia tomba ma ad ogni compleanno venite a trovarmi e ballate, festeggiate la mia innocenza”.
Struttura testo
- Tutte le strofe sono da interpretare con gli occhi del condannato a morte (innocente)
- I ritornelli sono da interpretare con gli occhi del vero assassino.